Spinosauro o Spinosaurus dinosauro carnivoro gigante

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Spinosauro spinosaurus dinosauro carnivoro pescivoro
Di MartinThoma - File:006-Museu-Blau.jpg, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58292636

Lo Spinosauro, noto anche con il nome scientifico Spinosaurus Aegyptiacus, non è certamente tra i dinosauri più conosciuti del Cretaceo, specialmente se lo confrontiamo con il ben più noto T-rex. Si tratta di un imponente animale preistorico, un grande predatore feroce che possedeva caratteristiche particolari che lo rendevano unico nel suo genere distinguendolo dagli altri dinosauri della faglia di teropodi.

Lo Spinosauro: dinosauro carnivoro gigante

Il nome scientifico Spinosaurus vuol dire letteralmente Rettile con le spine. Questo animale primitivo però, è più conosciuto con il nome di Spinosaurus Aegyptiacus che tradotto in italiano diventa Spinosauro egiziano, questa definizione gli venne data per indicare il luogo in cui sono stati effettuati la maggior parte dei ritrovamenti.

Caratteristiche morfologiche dello Spinosaurus

Questa specie di dinosauro poteva raggiungere una lunghezza che varava dai 15 ai 18 metri e un’altezza di oltre 7 metri, il suo peso invece andava dalle 8 alle 20 tonnellate. Tuttavia non è facile immaginarsi un animale simile senza avere uno scheletro a grandezza naturale.

Per alcune caratteristiche si potrebbe paragonare lo Spinosauro ai coccodrilli attuali, specialmente per quanto riguarda la testa e le fauci, il collo lungo e la coda flessibile.

Non essendoci uno scheletro completo a disposizione, i paleontologi non concordano sulla postura che lo Spinosauro avrebbe avuto durante la sua vita. Nelle varie raffigurazioni viene rappresentato in posizione eretta quindi si deduce che questo animale preistorico si muovesse su due piedi anche se si pensa che, in caso di necessità, potesse anche camminare sulle quattro zampe.

Gli spostamenti dello Spinosauro sul terreno erano lenti e difficoltosi per la mole che doveva portare con sé, diversa era la situazione in acqua che risultava essere il suo elemento naturale. Era proprio qui che trascorreva la maggior parte del tempo adattandosi a tal punto da divenire ben presto un dinosauro acquatico.

Il cranio aveva una forma allungata e stretta, le narici erano posizionate in modo da permettere la respirazione durante il movimento sulla superficie dell’acqua. I denti erano differenti dalla dentatura classica dei carnivori, la conformazione era conica e il posizionamento nella mascella era diverso, in apparenza sembrava più indicata alla cattura di prede acquatiche sguscianti.

Lo Spinosauro era dotato di arti anteriori che potevano essere lunghi fino a due metri e avevano artigli molto affilati al termine che utilizzava per arpionare la preda in acqua oltre che essere utili per fare a pezzi i nemici durante i combattimenti sul suolo terrestre.

Le zampe posteriori erano potenti e terminavano con dita piatte e distanziate probabilmente erano palmate per facilitare il nuoto. Una caratteristica morfologica che contraddistingue lo spinosaurus è quela che si definisce “vela”. Questa struttura è costituita da una forma scheletrica che si sviluppava sul dorso dello Spinosauro ed era costituito ossa a raggiera ricoperte da pelle.

Si tratta di protuberanze, o meglio, spine neurali molto resistenti che arrivavano fino ad una lunghezza di 1,65 metri. Queste formazioni ossee che creavano la cresta facevano sì che questo dinosauro fosse molto visibile anche a lunga distanza. Lo Spinosaurus era un animale imponente con una corporatura importante che probabilmente aveva lo scopo di attrarre gli esemplari di sesso opposto. La cresta inoltre serviva per regolare la temperatura del corpo e per spaventare gli avversari tra cui vi era il Carcarodontosauro.

Ritrovamento fossile dello Spinosauro

Lo Spinosaurus Aegypticus abitava i territori dell’Africa del Nord tra il Marocco e l’Algeria, la zona in cui era più presente era quella che attualmente è conosciuta come il deserto del Sahara. Fu proprio qui che vennero ritrovati diversi reperti ossei di questo grande e affascinante dinosauro.

Tale scoperta avvenne grazie al paleontologo Richarda Markgraf che nel 1911 ritrovo uno scheletro, non completo, appartenente ad un enorme esemplare di questa specie di animale primitivo. Né seguirono poi altri nelle diverse aree di ricerca anche se nessuno di questo fu paragonabile al primo reperto recuperato che aiuto i paleontologi a comprendere la fisionomia dello Spinosauro.

Tutti questi ritrovamenti fossili ora si possono osservare solamente per fotografia in seguito al bombardamento che misero in atto gli inglesi colpendo la sede del Museo di Storia Naturale di Monaco in cui erano conservati i reperti.

L’habitat dello Spinosauro

L’ambiente che si presentava allora sulla terra era molto diverso da come lo vediamo oggi e il deserto del Sahara era percorso da numerosi fiumi che rendevano l’ambiente molto ricco di acqua e di vita.

Il clima era molto caldo e vi erano diverse piane alluvionali, zone paludose, mangrovie e una vegetazione rigogliosa che caratterizzava l’ambiente circostante in cui svolgeva la sua vita quotidiana il predatore gigante del Cretaceo. .

La fauna era molto ricca e aiutava a ricreare l’habitat ideale per la vita di un dinosauro carnivoro e di grandi dimensioni quale era lo Spinosauro. L’animale primitivo e vorace che aveva bisogno di abbondante nutrimento per poter vivere e crescere i suoi cuccioli, trovava molte risorse alimentari nelle acque marine che ricoprivano una buona parte del territorio.

L’alimentazione dello Spinosaurus

Essendo uno dei più grandi dinosauri carnivori della preistoria, lo Spinosauro si nutriva di animali vivi e cacciati dallo stesso Spinosaurus. Si trattava di una creatura che viveva sulla terra ferma ma il suo cibo preferito era costituito da pesci e animali acquatici come il Mawsonia.

Questa specie ittiologica era un pesce di dimensioni enormi imparentato con gli attuali celacanti. Si tratta di un pesce oramai completa ente estinto vissuto al tempo del Cretaceo superiore, ovvero da 110 a 95 milioni di anni fa.

Come i coccodrilli, lo Spinosauro, era in grado di avvertire i movimenti delle prede nell’acqua e utilizzava i suoi artigli per riuscire a bloccare la vittima senza che questa avesse possibilità di scampo. Un pescatore veloce ed efficiente che riusciva a restare immobile in attesa delle prede che cadevano nella sua trappola senza accorgersene nonostante la sua enorme mole.

Solo in alcuni casi, lo Spinosauro, sceglieva di cibarsi di animali che vivevano sulla terra ferma e quindi non facevano parte delle specie acquatiche invertebrate e con un corpo molle.

L’estinzione dello Spinosauro

La scomparsa dello Spinosauro avvenne in modo improvviso se si osserva l’evento da un punto di vista geologico. L’habitat che lo circondava si modificò in seguito ad una varietà di cataclismi che crearono un rapido abbassamento della temperatura ambientale e un conseguente calo del livello dell’acqua che avvenne in modo progressivo. Il ritiro delle acque fu un grosso danno per il predatore che si viveva proprio nelle vicinanze delle distese d’acqua che ospitano il suo nutrimento principale.

Tutto avvenne in modo rapido e lo Spinosauro non ebbe il tempo di adattarsi ai cambiamenti, inoltre il clima modificato in maniera sostanziale ridusse, come detto, la quantità di prede a disposizione del carnivoro che cacciava per il nutrimento personale e dei propri piccoli. La sua estinzione era, perciò, inevitabile viste le nuove condizioni di vita inospitali per le sue caratteristiche fisiche e di nutrimento.

Curiosità sul dinosauro Spinosaurus

Non vi sono, attualmente, ritrovamenti di reperti fossili che riportino un intero scheletro di questa specie di dinosauro. L’unico reperto intero fu perso nel periodo della Seconda Guerra Mondiale a causa delle bombe che colpirono il Museo di Storia Naturale in cui era stato ricostruito in Europa.

Nel periodo che va da metà 2015 all’inizio 2016, Palazzo Dugnani a Milano ha organizzato un importante evento espositivo dedicato allo Spinosaurus il gigante del periodo Cretaceo. Una tappa fondamentale di un tour a livello mondiale che ha iniziato il suo cammino nel 2014 al National Geographic Museum di Washington D.C.

Presso la mostra itinerante, che non è più possibile visitare al momento, i visitatori hanno potuto ammirare lo scheletro di Spinosaurus Augyptiacus a misura naturale. Si è potuto inoltre imparare la tecnica utilizzata per ricostruire la fisionomia del dinosauro anche senza avere una struttura scheletrica completa del vorace predatore.

I paleontologi continuano gli studi e le ricerche di fossili, soprattutto nel deserto del Sahara dove si crede vi siano molti reperti ancora da scoprire in quanto sembra che fosse un’area particolarmente popolata da questa specie preistorica.

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