Siluriano periodo da 444 a 416 milioni di anni fa

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Siluriano periodo o era geologica

Il Periodo Siluriano è una delle 6 Ere geologiche che fanno parte del Paleozoico tra cui vi sono Cambriano, Ordoviciano, Siluriano, Devoniano, Carbonifero e Permiano.
Il nome del Siluriano deriva dal popolo dei siluri che abitava il Galles in tempi antichi e risale a 445 milioni di anni fa.

Noto anche con il nome di Gotlandiano, che deriva dall’Isola di Gotland, questo periodo rappresenta l’arco di tempo in cui apparvero sulla terra i più importanti predatori marini. Tra questi vi erano gli scorpioni di dimensioni enormi che si alimentavano cacciando pesci corazzati che vivevano in acque basse.

Dalle ricostruzioni effettuate dai ricercatori si pensa che, probabilmente, questo sia il motivo per cui i pesci si spinsero fuori dall’acqua colonizzando la terra ferma. Le piante cresciute abbondanti in questo periodo, contribuirono a formare un’atmosfera ideale per la vita fuori terrestre arricchendola di ossigeno e resa quindi maggiormente respirabile.

La grande vegetazione che si sviluppò fu stimolante per la produzione dell’innalzamento del CO2 e facilitò la formazione di un clima più caldo e vivibile. Fra gli invertebrati vi era il Pterigoto che raggiungeva i 3 metri di lunghezza ed aveva una coda fornita di aculei velenosi. Si tratta di una specie carnivora che assomigliava ad uno scorpione e si cibava di molluschi e animali invertebrati.

Gli Ostracodermi è una delle specie che fanno parte degli animali marini presenti nel Periodo Siluriano e sono i primi esemplari del protopesci. Si tratta di animali che non avevano mascella ed erano ricoperti di una corazza composta da solide placche ossee che servivano a proteggere il corpo del pesce.

Il nutrimento di questi animali è composto da sedimento depositato sul fondale marino che veniva filtrato dall’animale che viveva nelle vicinanze dei grandi estuari ove vi era una concomitanza di acque dolci e salmastre. Nel Periodo Siluriano verso l’inizio del Devoniano, comparirono i primi esemplari di vertebrati, ovvero gli Agnati che deriva un termine greco che significa senza mascella. Questa tipologia di pesce viveva sul fondo ed era molto simile alle specie presenti.

Gli Agnati rappresentano una specie animale fondamentale all’interno della catena evolutiva in quanto sono i progenitori di tanti generi di pesci oltre che degli anfibi. Questi vennero nominati Ostracodermi, nome che deriva dal ostrakon che vuol dire guscio e pelle per descrivere l’aspetto e le caratteristiche di questa specie.

L’alimentazione di questi animali era costituita da particelle di fango microscopiche che erano presenti sul fondale e venivano aspirate e filtrate per estrarre gli elementi nutritivi necessari per la loro vita, in modo simile ai pesci pulitori di oggi. La morfologia della specie era caratterizzata da uno scheletro cartilagineo ed un corpo rivestito da scaglie ossee di piccole dimensioni che formavano uno scudo ideale per la difesa.

I vertebrati nel Periodo Siluriano

Il Periodo Siluriano fu l’arco di tempo di maggiore sviluppo dei primi animali vertebrati, si tratta di una specie che scomparve al termine del Periodo Devoniano.

I reperti fossili ritrovati e che fanno parte di questa Era geologica sono circoscritti nell’emisfero settentrionale. Tali importanti scoperte sono state fatte negli stati europei, in Asia, nella Svaalbard e nel Nord America anche se gli scienziati sono convinti che questi animali fossero diffusi in ogni parte del pianeta Terra.

Le specie animali si evolsero progredendo rapidamente e nelle acque del mare comparirono i primi esemplari di pesci dotati di mandibola e facevano parte del genere Acantodi, che furono seguiti da pesci della specie dei Placodermi che avevano una mole enorme.

Questi pesci erano forniti di una corazza che copriva la testa, le mascelle e il corpo. L’evoluzione che portò alla comparsa di mascelle fu grazie ad una trasformazione dell’arco branchiale che avanzò incorporandosi con la bocca, il secondo arco venne invece rinforzato a partire dalla struttura che permetteva una migliore articolazione.

La mascella iniziale composta da formazioni ossee estremamente affilate utili a tagliare e tritare la preda trasformandosi in armi terribilmente efficienti.

Oltre a tali specie animali del Siluriano vi erano sulla terra anche creature marine di grande corporatura, gli Euripteridi sono famosi anche con il nome di scorpioni di mare che erano dei veri e propri predatori. Tra questi vi era il Pterygotus che superavano i 2 metri di lunghezza nonostante che le misure medie si aggiravano intorno ai 25 centimetri di lunghezza.

Gran parte di queste specie animali rientravano tra i predatori dei protopesci ed erano originari del Periodo Cambriano risalente a 510 milioni di anni fa. Questi si erano poi differenziati nel Periodo Ordoviciano e Siluriano, la loro estinzione avvenne durante il Permiano che avvenne 260 milioni di anni fa.

Tali animali preistorici occuparono la terra dominando i corsi d’acqua dolce e assomigliavano a scorpioni nell’aspetto ma non appartenevano alla stessa famiglia. Tra questi esemplari il più conosciuto fu l’Eurypterus.

Il tacco di Perda Liana

I siti paleontologici in cui si studia il Periodo Siluriano sono diffusi in varie parti del mondo. Sul territorio italiano, si ricorda il bacino del Flumendosa e il Serrabus in Sardegna, dove vi sono tra le formazioni rocciose alcuni esemplari fossili di organismi caratteristici dell’Era del Siluriano.

La formazione geologica assume talvolta aspetti straordinari come nel caso del tacco di Perda Liana, un elemento simbolico dello storico geologico della terra sarda. Tale creazione monumentale naturale è nato dall’erosione di una coppia di montagne sovrapposte tra cui una di formazione recente che si è venuta a creare dal deposito di sedimenti depositati dai mari del Mesozoico; la seconda più antica, creata dalla deposizione del sedimento proveniente dal Paleozoico provenienti dagli oceani.

Tra gli animali presenti nel Periodo Siluriano vi sono i Graptoliti, differenti da Nautiloidi che fanno parte del genere Orthoceras, gli invertebrati, i Briozoi e i Brachiopodi di diverse specie.

Il clima nel Periodo Siluriano

Lo scioglimento dei ghiacciai che si formarono nell’era glaciale al termine dell’Ordoviciano, portò ad un aumento del livello del mare che tornò a coprire una parte di terre emerse. Il clima del periodo Siluriano fu caratterizzato da una temperatura in elevazione ma senza che fosse raggiunta quella della precedente era.

È aumentato anche il livello di ossigeno nell’aria raggiungendo una tipologia di atmosfera che è simile a quella attuale. Nel Periodo Siluriano c’erano le condizioni per garantire la vita e l’evoluzione ha fatto sì che si riprendesse il loro corso.

Gli organismi animali dal mare alla terraferma

La barriera corallina prolifera divenendo le caratteristiche di questa era geologico oltre ad un’ecosistema adeguato ad ospitare diversi tipologie di coralli, echinodermi oltre ad altri animali di piccole dimensioni che vivevano in gruppi come i Pentameridi. Queste specie vivevano a 30/60 metri in mari dove arrivavano ancora i raggi del sole ed erano riparate dalle grandi onde durante le tempeste.

Gli animali del Siluriano sono rappresentati dall’Eurypterus, un artropode che è conosciuto con il soprannome Scorpione marino gigante a causa delle sue dimensioni e la somiglianza con questo genere di animali.

Gli invertebrati marini con derma

Echinoderma è un termine che proviene dal greco che sta a indicare le caratteristiche che determinano l’aspetto degli animali invertebrati dotati di pelle e aculei.

I pesci nel Siluriano continuarono a differenziarsi e diffondersi superando i confini del profondo fondale marino. Proprio in questo periodo i pesci vertebrati iniziano a nuotare e alimentarsi avvicinandosi nella superficie come non è mai successo in tempi precedenti.

Le specie privi di mandibola ebbero una diffusione ed evoluzione soprattutto nelle tipologie che appartengono all’ordine dei Thelodonti, Heterostraci, Osteostraci e Anaspida. Nel siluriano apparvero i pesci di acqua dolce dotati di fauci e quindi di un apparato mascellare preistorico e apparteneva alle sottospecie di Acanthodii conosciuti come squali spinosi, gli Esalmobranchi ovvero gli squali nati nel Paleozoico e gli Actinopterygi con le pinne raggiate.

Gli esemplari dotati di mascelle apparsi nel periodo Siluriano, vi era l’Andreolepis che divenne noto in seguito ad una ricerca sulla particolare mascella che consente di comprendere come sia avvenuta l’evoluzione del meccanismo legato al cambiamento dei denti da latte. La presenza di questo genere di pesci che apparirono prima di tutto nel Periodo Siluriano, si diffuse in modo totale partendo dal Devoniano.

I trilobiti si ridussero in modo notevole nel Siluriano. Gli Echinodermi e i molluschi di diverso genere e un certo numero multiplo di artropodi sono dominanti in questo periodo geologico e vanno ad invadere le terre emerse conquistando un nuovo modo di vivere.

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