Pterodattilo o Pterosauro Rettile Volante Preistorico

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Pterodattilo o Pterosauro dinosauro volante

Lo Pterodattilo, che fa parte delle specie di Pterosauro è un rettile volante, come si deduce dal significato del suo nome, Lucertola alata. I paleontologi hanno individuato circa 130 specie di questo dinosauro secondo le affermazioni di David Hone, ricercatore dell’Università Queen Mary di Londra.

Questo rettile con le ali era molto diffuso in ogni parte del pianeta, la prova è data dai ritrovamenti effettuati di diverse zone della terra. La loro presenza viene segnalata dal Triassico fino al termine del Cretaceo ovvero dai 228 milioni di anni fa fino a 66 milioni di anni fa, come conferma uno studio pubblicato dal magazine scientifico Zitteliana, in Germania.

Gli Pterosauri volavano nei cieli quando erano presenti anche i dinosauri sulla terra e si sono estinti nello stesso momento. Molti li definiscono dinosauri ma in realtà si tratta di rettili volanti, inoltre è sbagliato pensare che siano gli antenati degli attuali uccelli in quanto questi derivano dall’evoluzione di dinosauri di piccole dimensioni che avevano il corpo ricoperto di piume.

La scoperta dello Pterodattilo

Il primo esemplare di Pterosauro scoperto era proprio uno Pterodattilo, tale evento accadde nel 1784 per opera del paleontologo italiano Cosimo Collini il quale credette di aver scoperto un’animale marino che utilizzava le ali per muoversi nell’acqua.

Georges Cuvier, naturalista francese, propose all’inizio del 1800 che esistessero animali in grado di sfrecciare nei cieli grazie alla presenza di ali al posto degli arti anteriori. Solo nel 1809, con il ritrovamento dello scheletro fossilizzato in Baviera che venne classificato come Pterodattilo. Tale termine è stato adottato dai paleontologi fino a che hanno notato che vi erano diverse specie di rettili volanti. Il nome è comunque rimasto popolare per riconoscere il genere di animale a cui ci si sta riferendo.

Il nome scentifico del rettile volante è Pterodactylus e deriva dal greco pterodaktulos che vuol dire letteralmente: dito alato. Questa definizione probabilmente è dovuta alla conformazione dell’apparato alare di questo particolare animale. il settore principale delle ali del rettile volante e di altre specie di pterosauro, era composto da una sorta di membrana fatta di pelle e muscoli.

Questa era estesa tra le quattro lunghe dita disposte come dei raggi che costituiscono la struttura alare e raggiungono gli arti posteriori. In alcune specie si è notata la presenza di particolari membrane tra le spalle e i polsi che si pensa potessero incorporare anche le prime tre dita del rettile. In altre tipologie di volatili compariva invece una terza membrana che si aprita tra gli arti inferiori e si attaccavano alla coda forse anche incorporandola.

Le ricerche effettuate dopo i primi ritrovamenti facevano pensare che gli Pterosauri fosse una specie animale a sangue freddo capace non di volare ma di planare proprio come fanno gli scoiattoli, ad esempio. Dalle scoperte effettuate si è compreso che alcuni Pterosauri, tra cui il Sordes pilosus e il Jeholopterus ninchengensis, erano dotati di pelliccia che consisteva di peli che somigliavano ai capelli e si definiscono pycnofibra.

Questa scoperta ha fatto cambiare idea agli scienziati che hanno compreso come lo Pterodattilo potesse essere un animale a sangue caldo e non freddo, in quanto era in grado di produrre calore in modo autonomo come dimostra lo studio pubblicato nel 2002 sul Bollettino di Scienze Cinese.

Inoltre una ricerca pubblicata 8 anni dopo sul magazine scientifico PLOS ONE, mette in evidenza come gli pterodattili avessero una struttura muscolare molto potente utilizzata per sollevarsi in volo ma anche per camminare. Le ricostruzioni suggeriscono che si trattasse di quadrupedi capasia sia di muoversi sul terreno che di volare in aria, le loro caratteristiche appaiono simili ai pipistrelli.

Durante il volo, gli Pterosauri di dimensione più grande come Quetsalcoatlus northropi, potevano arrivare a raggiungere una velocità di oltre 109 chilometri orari almeno per qualche minuto, proseguendo poi in planata mantenendo una velocità di crociera comunque elevata, ovvero 90 chilometri all’ora.

Piccole specie di Pterosauri

Lo Pterodactylus antiquus, è una specie di Pterosauro molto diversa dalle altre. Si tratta di un animale abbastanza piccolo caratterizzato da ali che raggiungono un’apertura di circa 100 cm come afferma lo studio pubblicato nel 2012 sul magazine di paleontologia Zeitschrift Paläontologische. I ricercatori inizialmente fecero confusione con questa specie a causa delle dimensioni ridotte, per tale motivo i reperti venivano scambiati per giovani esemplari di altre specie della stessa famiglia.

Lo Pteranodonte fu ritrovato per primo da Othniel C. Marsh nel 1876, si trattava di un esemplare molto grande che aveva un’apertura alare di massimo 6 metri. Il Nemicolopterus, inveve, è un animale alquanto piccolo i cui resti sono stati ritrovati nella regione di Liaoning in Cina. L’apertura alare era molto breve, solamente 25 centimetri, la descrizione appare in una pubblicazione della rivista americana Proceedings appartenente all’Accademi Nazionale delle Scienze.

Caratteristiche fisiche dello Pterodattilo

Gli Pterosauri comprendono moltissime specie, per questo si possono notare caratteristiche fisiche che variano in modo evidente. Lo Pterodactylus è stato studiato e riconosciuto grazie al ritrovamento di ben 30 reperti fossili, anche se la maggior parte di questi riguardavano animali in età molto giovane, in ogni caso si tratta di scheletri interi e ben conservati nel tempo.

Questo animale preistorico era così piccolo che aveva un’apertura alare di sono 1 metro in età adulta. Lo Pterodattilo era quasi invisibile in confronto agli Pterosauri che si svilupparono successivamente. La lunghezza raggiungeva al massimo 60/80 centimetri, come si può comprendere analizzando la misura del cranio.

Tempo fa si credeva che vi erano altre specie che avevano dimensioni molto più piccole, anche se ricerche effettuate successivamente supposero che si trattasse di Pterodalli in età giovane e quindi in via di sviluppo.

Il cranio ritrovato sui diversi esemplari, erano animali dal corpo lungo e sottile dotati di 90 denti sottili a forma di cono. I denti erano posti sul davanti del becco che divenivano sempre più piccoli andando verso la parte posteriore del becco. Diversamente da altre specie di Pterosauri hanno denti diversi creando alcune differenze di specie.

La dentatura posteriore si trovava soprattutto nell’area frontale della Fenestra nasoantorbitale, ovvero una grande apertura del cranio. Mentre negli animali preistorici simili, cranio e mascella dello Pterodattilo era dritto e non si volgeva verso l’alto come accadde invece per le specie che vennero in seguito.

Molti Pterosauri, come gli Pterodattili, avevano una sorta di cresta sulla testa che non era costituita da materiale osseo come invece si osservò nelle specie che apparvero nel periodo successivo, infatti erano composte da un materiale organico molle anche se resistente.

La struttura fisica era composta da una base di osso che aveva la funzione di ottenere una spesa di appoggio per i tessuti di cui era formata. Lo Pterodattilo ha un becco molto lungo che utilizzava sia per cercare il cibo ma anche per difendersi dagli attacchi nemici sferrando colpi molto forti.

Creste solide e non formate da una sostanza molle, Questa caratteristica riguardava solamente gli esemplari in età adulta e quindi completamente sviluppati e che si trovavano in piena maturità sessuale. Probabilmente questa caratteristica fisica aveva la funzione sia di difesa per apparire più grandi e scoraggiare eventuali predatori, sia per corteggiare le femmine durante il periodo dell’accoppiamento.

Cosa mangiavano gli Pterodattili

Tutti gli Pterosauri sono animali primitivi carnivoli, anche se vi sono certe specie che potrebbero aver mangiato dei frutti per integrare la dieta a base di carne. Gli alimenti specifici però, difendeva dal luogo in cui abitavano in quel tempo. Vi erano specie che amavano abitare lungo le sponde di fiumi, mari e laghi, mentre altri vivevano nella parte interna del territorio.

Le prede quindi cambiavano da zona a zona, in genere però, si pensa che si nutrissero di prede di piccole dimensioni. Essendo animali amanti dell’acqua la sua dieta si componeva per lo più di pesci, calamari, granchi e diversi tipi di crostacei.

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