Pteranodonte – Pteranodon Dinosauro Volante

Pteranodonte dinosauro volante
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Lo Pteranodonte appartiene alla famiglia dei Pteranodon, una delle più note tra gli appassionati, gli studiosi e gli scienziati. Si tratta di un genere che include i rettili volanti che non sono da confondere con i dinosauri veri e propri. Tra i Pteranodon ci sono molte specie differenti che si possono distinguere da alcune caratteristiche del corpo come le falangi alate, il becco oppure la mascella e altri dettagli che fanno la differenza tra le specie.

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La storia del Pteranodonte, il rettile preistorico con le ali

Il rettile volante che fa parte dei pterosauri, visse sulla terra verso la fine del Cretaceo, ben 75 milioni di anni fa. Il nome Pteranodon ha un preciso significato che ben si abbina alla specie, infatti vuol dire Ala senza denti. Questo particolare nome è stato assegnato allo Pterodonte in quanto aveva delle grandi ali con un apertura alare enorme e un cranio osseo estremamente duro ma la bocca era completamente priva di denti, la stessa cosa si può vedere in tutti gli uccelli che conosciamo oggi che possiedono un becco ma non hanno la dentatura.

Per la precisione, la famiglia a cui appartiene il Pteranodonte viene definita scientificamente: pterosaurus pteranodontide. Pterosaurus significa lucertola volante e sta a rappresentare il primo gruppo di animali preistorici vertebrati e in grado di volare. Pteranodontico è un termine riferito al gruppo di pterosauri di dimensioni enormi vissuti durante il Cretaceo. Si tratta dell’ultimo periodo di vita sulla terra prima della grande Estinzione di massa.

Si tratta di un dinosauro volante oppure no?

Anche se si tratta di un dinosauro volante, uno dei più conosciuti, in realtà non si può definire dinosauro in quanto si tratta di un rettile. Ha vissuto nello stesso periodo dei dinosauro e questo fa un po’ confondere le idee ma c’è molta diversità tra le due specie. Gli pterosauri sono sauropsidos arcosaurios che derivano dai sauropsies i quali, nel tempo, vengono suddivisi in varie specie fino ad arrivare a Archosauria da cui derivano i coccodrilli, i dinosauri e gli psterosauri. Da qui si comprende come lo Pteranodonte non si possa accomunare ai dinosauri ma piuttosto alla grande famiglia di retti li a sangue freddo.

Quanto era grande il Pteranodonte?

La specie che si ritiene certa di Pteranodon e la Pteranodon Longiceps, la carateristica principale è che gli esemplari maschi erano più grandi delle femmine di molto. Questa particolare differenza tra i sessi potrebbe spiegare come ci sia stata una cerca confusione iniziale che ha portato alla classificazione di diverse specie di Pteranodon mentre si trattava sempre della stessa.

Si può dire con certezza che le femmine erano più piccole e sono facilmente riconoscibili dalla forma delle pelvi che serviva per consentire all’animale preistorico la deposizione delle uova. Gli Pterodonte di sesso maschile invece erano dotati di creste colorate e molto visibili oltre ad avere una grandissima apertura alare che poteva raggiungere i 18 piedi. Per le femmine l’apertura alare si limitava a 12 piedi.

La guerra delle ossa: cos’è?

Nota come The Bone Wars, la guerra delle ossa, è un evento che avvenne verso il termine del XIX secolo in cui lo Pteranodon ha avuto un ruolo importante. Ma di cosa si tratta? Non è uno scontro tra dinosauri e rettili come si potrebbe pensare ma tra paleontologi tra cui troviamo Othniel C. Marsh e Edward Drinker Cope. Marsh trovò il primo reperto fossile che fu riconosciuto come appartenente allo Pteranodonte che fu scoperto in Kansas nel lontano 1870. E fin qui niente di strano, il problema sorse quando Cope fece una simile scoperta nella stessa località e subito dopo, quindi nello stesso periodo sostanzialmente.

La guerra iniziò da una prima classificazione di Marsh che descrisse l’esemplare di Pteranodonte da lui rinvenuto come una specie appartenente al genere Pterodactylus. Cope invece classifico un nuovo genere Ornithochirus omettendo per errore una “e”, la sua intenzione era di inserire i suoi ritrovamenti nella specie Ornithocheirus con la ormai famosa “e” ben inserita nel nome di categoria. Né è sorta una guerra di definizione e alla fine di tutto il polverone, il paleontologo Marshvinse la battaglie e poté inserire i suoi reperti nello stesso genere ma correggendo il suo errore di valutazione. Infatti il ricercatore aveva sbagliato a classificare il ritrovamento come Pterodactylus e lo corresse inserendolo come Pterodon nei registri degli Pterosauri.

Quali sono le caratteristiche fisiche dello Pterodon?

L’esistenza di diverse tipologie di Pterosauri ha fatto sì che ci fossero differenti caratteristiche fisiche di questi particolari animali preistorici con numerose variazioni di tipologia. La particolarità più evidente è il collo lungo che spesso si presenta con una sorta di sacca alla gola che ricorda quella tipica dei pellicani. Il cranio dello Pterodonte era allungato e nel lungo becco c’erano moltissimi denti aghiformi. Nonostante questo particolare gli Pterosauri appartenenti alla famiglia Azhdarchidae, che furono i padroni del cielo durante la seconda metà del Cretaceo e di cui facevano pante anche i Quetzalcoatlus northropi, erano privi di denti.

La cresta sulla testa è un particolare che accomuna gli Pterosauri in generale e ognuno ha una caratteristica diversa di forma e di colore. Anche lo Pterodonte ha la sua cresta che si allunga dietro al cranio formando un prolungamento appuntito che probabilmente serviva per difendersi dagli attacchi dei nemici e per farsi notare dalle femmine. Ma non solo, alcuni scienziati hanno affermato che la cresta serviva per regolare la temperatura corporea ma poteva avere anche la funzione di timone durante io volo.

Qual’era il cibo preferito degli Pterodonti?

Gli Pterodon erano animali preistorici carnivori ma non si esclude che si nutrissero anche di frutta ogni tanto. La scelta dell’alimentazione dipendeva molto dal luogo in cui vivevano gli Pterodonti. Se la loro vita si svolgeva nelle vicinanze di corsi d’acqua, nell’entroterra o nelle paludi, la tipologia di prede era differente.

In generale si nutrivano di carcasse di animali che venivano abbandonate sul terreno dopo una lotta tra dinosauri oppure costituivano gli avanzi del pranzo di altri animali. Nelle acque e nelle paludi potevano trovare pesci, rane, piccoli rettili, molluschi, granchi e crostacei in generale. Mentre nell’entroterra lo Pterodonte poteva scegliere i suoi pasti tra uova, insetti e vari animali che avevano la sfortuna di incrociarli.


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