Cretaceo periodo da 141 a 65 milioni di anni fa.

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Cretaceo periodo o era geologica cretacico

Il Cretaceo, noto anche come Cretacico, è uno dei periodi che fanno parte del Periodo Mesozoico che ricopre un lasso di tempo da 230 milioni fa a 65 milioni di anni fa. Conosciuta anche come l’Età dei Rettili, deve il suo nome alla composizione dal termine mésos che significa medio, in quanto questo tempo veniva considerato il Medio Evo della storia del pianeta Terra.

Durante questi lunghi anni si formarono rocce sedimentarie tra cui calcari dolomitici, calcari marnosi, marne e rocce arenarie. L’Era Mesozoica si presenta con uno scenario sorprendente per un’epoca che sconvolse l’intero pianeta alla fine del Paleozoico ed è suddivisa in tre periodi: Triassico, Giurassico e Cretaceo o Cretacico.

Il Periodo Cretaceo geologia e generalità

Il termine Cretaceo o Cretacico, deriva dal latino e richiama la creta di cui vi erano evidenti strati di questo materiale, oltre a terreno calcare friabile, negli strati terrestri superiori situati in Europa Settentrionale che risalivano a quest’epoca.

Il Cretaceo copre un periodo di tempo che va da 141 milioni a 65 milioni di anni fa e inizia subito dopo il Giurassico e continua fino al Paleogene. Quest’era si compone di due diversi piani, Superiore e Inferiore che a loro volta si suddividono in ulteriori 6 fasce temporali per ogni periodo.

Il Cretaceo superiore

E’ composto dai periodi Maestrichtiano, Campaniano, Santoniano, Coniciano, Turoniano e Cenomaniano.


Il Cretaceo inferiore

E’ suddiviso in Albiano, Aptiano, Barremiano, Hauteriviano, Valanginiano e Berriasiano.

La formazione dei continenti durante il Cretaceo

Le terre emerse presenti durante il Periodo del Cretaceo erano in continuo movimento e si stava concretizzando la formazione continentale che poi portò a quella definitiva che si può osservare attualmente con la suddivisione dei continenti.

Nei primi tempi di questo tempo i dinosauri dominarono ciò che restava del super continente conosciuto con il nome di Pangea. Nel frattempo i roditori si muovevano in posizione eretta precipitandosi nelle foreste costituite da felci, cicale e conifere.

Al termine del Cretaceo, ovvero 80 milioni di anni dopo, le acque oceaniche occuparono tutti gli abissi che mantenevano isolati i continenti creando formazioni terrestri e marine simili a quelle attuali. Le piante fiorite si diffusero sul territorio e i mammiferi iniziarono a riprodursi in modo da occupare il vuoto evolutivo che presto sarebbe stato lasciato dall’estinzione dei dinosauri.

Nell’area che ora è occupata dalla penisola dello Yucatan, si formò un cratere di dimensioni enormi. Si ipotizza che l’asteroide che ha portato alla formazione del cratere Chicxulub possa aver causato l’estinzione degli esseri viventi di ogni specie presenti sul pianeta alla fine del Cretaceo ma tale possibilità è ancora al vaglio dei ricercatori.

I continenti sfollati, l’estensione delle coste e gli oceani si allargarono raffreddando e smorzando il clima torrido della Terra, questo causò il cambiamento delle specie animali e vegetali. Un forte impatto extraterrestre e un periodo di attività dei vulcani interni fu troppo da sopportare per diverse specie del pianeta e questo le porto all’estinzione.

Molto tempo prima dell’inizio della catastrofe, nel Cretaceo stava continuando l’evoluzione iniziata durante il Giurassico: vi erano enormi sauropodi che guidavano colonne di dinosauri che attraversavano le foreste dopo aver passato pianure e camminato sulle coste. Si trattava di Rettili marini con impressionanti denti affilati e un collo molto lungo che terrorizzavano i pesci preistorici, gli ammoniti e i molluschi.

Pterosauri e uccelli che avevano il corpo ricoperto di pelliccia e piume che gli permettevano di alzarsi in volo o di planare dalle alture o dagli alberi più alti. Mentre le terre emerse si distaccavano una dall’altra dividendosi in diversi continenti, le correnti oceaniche erano sempre più forti e agitate. L’innalzamento della temperatura che avvenne verso la metà del Cretaceo, nella seconda parte iniziando a raffreddarsi.

I nuovi dinosauri del Cretaceo

Nonostante i dinosauri dominassero il pianeta Terra nel Cretacico, i gruppi dominanti si modificarono e si evolsero nel tempo. I sauropodi era presenti in forte concentrazione nei continenti meridionali mentre nelle terre emerse situate a settentrione non erano molto numerosi, anzi piuttosto rari.

Gli Ornitischia e gli Iguanodonte erano diffusi in ogni luogo sulla Terra a parte la regione dell’Antartide. Al termine del Periodo Cretaceo appaiono grossi esemplari di dinosauro dotate di corna, il Triceratopo. Si muovevano in branco e si alimentavano con vegetali come dimostra la dentatura adatta alla masticazione di piante e cespugli, i denti erano disposti a gruppi o batterie con un numero variabile da 400 a 800.

Il T-rex era invece un feroce predatore carnivoro che ha caratterizzato la seconda metà del Cretaceo e viveva nelle aree terrestri a nord. Un altro carnivoro di dimensioni gigantesche era lo Spinosaurus e abitava le terre del sud in cui si era diffuso in maniera abbondante e numerosa. Con la presenza sul pianeta di questi enormi animali preistorici per i piccoli carnivori non restava altra possibilità che dividersi gli avanzi.

Sulla costa che si era sempre più estesa, invece, viveva creature differenti come rane, tartarughe, salamandre, coccodrilli e serpenti. I mammiferi che facevano parte della famiglia dei Triceratops iniziarono a spostarsi verso il bosco per popolare quest’area. La loro lunghezza poteva raggiungere gli 11 metri di lunghezza e avevano un peso superiore alle 8 tonnettate, questi erano molto simili ai rinoceronti che conosciamo oggi.

La loro alimentazione principale era costituita da dalle foglie di palma, nei momenti in cui il Tricerapoto veniva disturbato o spaventato, si scagliava con tutto il suo peso contro il nemico facendolo fuggire oppure creandogli delle ferite importanti.
La specie più temuta erano gli Oviraptor che assalivano i nidi rubando le uova, questi piccoli animali preistorici attendevano che i Triceratopi femmine si allontanassero per alimentarsi e attaccavano il nido nutrendosi delle uova e dei piccoli lasciati incustoditi.

Lo Pterosauro era una specie di Rettile volante che spesso viene definito, erroneamente, dinosauro volante. Si tratta del primo esemplare di vertebrato dotato di ali che gli permettevano di librarsi nei cieli durante l’intero Periodo Mesozoico. Un animale simbolo che appare spesso nelle pellicole cinematografiche, cartoni animati, fumetti e gadget.

Anche se era il più imponente e importante rettile volante del tempo, lo Pterosaurus doveva confrontarsi con le numero specie di uccelli che nel Cretaceo erano in rapida crescita. Tra le varie specie che apparvero in questo periodo vi erano gli antenati dei cormorani, i pellicani e le scolopacidi ovvero la famiglia a cui appartiene l’attuale beccaccino.

I mari erano temperati e poco profondi si diffondevano tra i diversi continenti, in queste acque vi erano i plesiosauri dal collo lungo e quattro pinne a forma di pagaie per muovere agilmente il corpo enorme e pesante.

Nel Cretaceo si stavano inoltre formando i Mosasauri, ovvero un genere di rettile marino diffuso soprattutto in Europa occidentale, in Marocco e in Nord America. Il genere dei Mosasaurus comprende 5 specie tra cui Hoffmannii, Missouriensis, Conodon, Lemonnieri e Beaugei.

I pesci raggiati e gli squali da cui derivano le specie che conosciamo oggi, sono animali comuni nel Periodo Cretacico. Nello stesso modo sono molto numerosi anche le stelle marine mentre la barriera corallina iniziava a diffondersi sempre di più. Vi erano inoltre le diatomee, alghe unicellulari che crescevano sia in acqua salmastra che in acqua dolce.

La flora nel Periodo Cretaceo

Sulla terraferma vi fu una grande crescita di piante da fiore, la loro diffusione fu favorita dall’azione degli insetti, le api e le vespe partecipavano a diffondere la semenza e a impollinare le specie. Magnolia, ficus ed altre piante ricoprirono il pianeta superando in numero le felci, le conifere, i ginkgo e le cicale.

Gran parte di questa vegetazione rigogliosa oltre alla grande varietà di specie di dinosauri, pterosauri, pliosauri e anche le ammoniti scomparirono dal pianeta a causa dell’estinzione che avvenne 65 milioni di anni fa. La terra, gli oceani e i cieli non furono mai più gli stessi dopo la fine del Mesozoico e, in particolare, del Cretaceo.

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