Brachiosauro Dinosauro erbivoro del Giurassico

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Il Brachiosauro, noto anche con il nome scientifico di Brachiosaurus altithorax, era un animale preistorico erbivoro un po’ insolito e di grandi dimensioni. Visse nel periodo che va da 155 milioni di anni fa e 150 milioni di anni fa, tra la metà e il termine del Giurassico.

I fossili di Brachiosauro sono stati ritrovati in particolar modo nell’area denominata Formazione Morrison, sita in America del Nord. Dalle ricostruzioni effettuate dai paleontologi si è subito notato che si tratta di un dinosauro che non ha simili tra quelli scoperti nella stessa zona geografica.

Il collo lungo è una delle caratteristiche che lo rendeva simile a una giraffa, le zampe anteriori avevano un’altezza maggiore di quelle posteriori, una caratteristica alquanto strana per le specie di vertebrati e che rendeva ancora più lungo alto il collo.

Il nome Brachiosaurus, deriva dall’unione di due termini della lingua greca, brachion che significa braccio e sauros ovvero lucertola.

Brachiosauro dinosauro a sangue caldo

Si pensa che il brachiosauro fosse un dinosauro a sangue caldo al contrario delle lucertole da cui deriva il suo nome. Vi sono studi che fanno pensare che questa specie e altre appartenenti alla famiglia dei sauropodi, caratterizzati dal collo lungo come il famoso Brontosauro. Si tratta di gigantodermi, quindi animali molto grandi che riuscivano a mantenere la temperatura corporea alta.

Secondo i calcoli dei ricercatori, questa temperatura del corpo si manteneva intorno ai 45°C nel Brachiosauro. Un’opinione differente venne però fornita dai paleontologi che hanno calcolato la temperatura del corpo di questi dinosauri a circa 38,3°C calcolando il rapporto che c’è tra certi isotopi (ovvero gli atomi con un numero di neutroni differenti) di denti di Brachiosauri.

La ricerca pubblicata sulla rivista Science, fa supporre che questo animale preistorico utilizzava dei comportamenti fisici e abitudinari che gli permetteva di mantenere il corpo fresco anche se le dimensioni era enormi, tra questi vi era una funzione metabolica lenta in età adulta.

Le dimensioni del Brachiosauro

Ancora oggi non è molto chiaro quali fossero le reali dimensioni del Brachiosauro in quanto i fossili considerati per la valutazione appartengono soprattutto alla specie che si ritiene di origine africana quindi della specie Brachiosaurus brancai. Una ricerca del 2009 pubblicata sul Journal of Vertebrate Paleontology, però, il paleontologo Micheal Taylor, ha descritto i risultati di un’ulteriore analisi dei fossili della specie africana e di quella nord americana. Da questo confronto si evince che il Brachiosauro africano fa parte di una famiglia a parte, che è stata classificata come Giraffatitan brancai.

Taylor inoltre, valutò che il Brachiosaurus altithorax poteva raggiungere i 25 metri di lunghezza anche se è possibile che il dinosauro fosse ancora più grande di tale misura. Sia i fossili del Giraffatitan che quelli del B. altithorax appartenevano a esemplari che non avevano raggiunto il completo sviluppo.

Si pensa, inoltre, che il Brachiosauro raggiungesse un peso massimo di 55 tonnellate come spiega uno studio uscito sul magazine scientifico PLoS Biology nel 2014. Il Brachiosauro fu scoperto nel 1903 e fin da subito fu classificato come il più grande tra i dinosauri mai esistiti anche se in realtà sono stati ritrovati in seguito altre specie che attualmente sono definiti ancora più grandi e pesanti come l’Argentisauro.

Brachiosauro un gigante acquatico

I paleontologi hanno stabilito, fin dalla prima scoperta, che il Brachiosauro vivesse soprattutto in acqua date che era dotato di una coppia di narici molto grandi posizionate nella parte superiore della testa. Ma è probabile che questa supposizione non fosse corretta tale idea. Questo disappunto nasce dalla presenza di sacche piene d’aria situate all’interno del corpo del dinosauro che li avrebbero resi instabili in acqua secondo le ricerche pubblicate su Biology Letters nel 2004.

Il Brachiosauro e le altre specie sauropodi invece, restavano sulla terraferma e prediligevano i territori piani in quanto sarebbe stato troppo faticoso per loro arrampicarsi in zone collinari ed avrebbe comportato un notevole utilizzo energetico per spostare il corpo possente.

Questa teoria è stata avvalorata dal biologo David Wilkinson che opera presso l’Università di Liverpool, nel Regno Unito. Il ricercatore inoltre afferma che un dinosauro di dimensioni così importanti avrebbe rischiato di perdere l’equilibrio su terreni scoscesi e sarebbe quindi caduto rovinosamente anche a rischio delle propria vita, necessitava quindi di vivere nella pianura.

Alimentazione dei Brachiosauri

Il Brachiosaurus aveva un cranio con il muso largo e le mascelle imponenti in cui vi era una dentatura con denti particolari a forma di cucchiaio, una conformazione perfetta per estrarre le piante dal terreno strappandole oltre a prendere le foglie dagli alberi. Essendo un erbivoro a collo alto si presume che si nutrisse maggiormente di conifere, ginkgo biloba e cycas. I dinosauri in età adulta, probabilmente, si nutriva consumando oltre 400 chili di vegetali secchi e freschi tutti i giorni.

I paleontologi pensano che il Brachiosauro ingeriva i vegetali interi in quanto i denti che sono stati ritrovati non presentavano segni di usura come accade negli animali che spezzano e masticano le piante. Non c’è invece la certezza che si nutrissero anche di erba o cespugli bassi in quanto non si hanno ancora prove della capacità del dinosauro di piegare il collo fino ad arrivare a terra.

Questo dinosauro dal collo lungo famoso al grande pubblico per la sua comparsa nel film Jurassic Park, non poteva alzarsi issandosi sulle zampe posteriori anche se non viene presentato in questo modo sul grande schermo. I ricercatori però, hanno pubblicato una chiara ricerca in Biologia dei dinosauri sauropodi stampato da Indiana University Press nel 2011, in cui si precisa che, a differenza di altre specie di sauropodi, la struttura fisica dei Brachiosauri e la lunghezza degli arti avrebbe impedito al dinosauro di compiere questa azione in quanto troppo dispendiosa energeticamente.

Il grande cuore del Brachiosauro

Un esemplare vivente di dimensioni enormi come il Brachiosaurus, necessitava di un cuore proporzionalmente grande, forte e potente che permettesse al sangue di circolare attraverso il lungo collo e arrivare al cervello oltre che in tutto il resto del corpo.
Per tale ragione il sistema vascolare era formato da vasi sanguigni estremamente muscolosi e forniti di valvole che evitano il ritorno del sangue aiutandolo a dargli la spinta necessaria per raggiungere i vari organi.

Si è calcolato che la forza cardiovascolare fosse almeno 4 volte superiore di quella umana. Le dimensioni estreme del Brachiosauro consentiva di avere una temperatura corporea alta anche grazie alla pelle che era formata da uno strato atto a garantire una dispersione di calore minima.

I fossili del Brachiosauro

I reperti fossili dei Brachiosauri sono stati rinvenuti in Africa, in America del Nord e in Europa, in particolare nel Portogallo. Tra i fossili più famosi vi è quello di Tendaguru Hill, scoperto in Tanzania in Africa. Fu in questo luogo che, dal 1909 e il 1913 furono raccolti numerosi reperti fossili grazie al’ lavoro di un team di archeologi tedeschi diretto da Eberhardo Fraas.

L’equipe riuscì a raccogliere più di 200 tonnellate di fossili di dinosauri che vennero portati in Germania dove venne ricostruito un’intero scheletro del Brachiosaurus. Si trattava del più grande dinosauro per quei tempi ed è esposto nell’Humboldt Museum di Berlino, in seguito lo scheletro di Brachiosaurus venne superato in dimensione da un esemplare di Sauroposeidon.

Ulteriori specie di Brachiosauro

Il genere Brachiosaurus comprende diverse specie che sono state aggiunte in passato a questa famiglia di grandi sauropodi.
Tra le varie specie indicate in passato e spesso discusse vi sono il Brachiosaurus alataiensis, il Brachiosaurus brancai, il Brachiosauro fraasi e il Brachiosaurus nougaredi.

Il Brachiosauro nella cultura di massa

Il Brachiosaurus appare in un documentario denominato Nel mondo dei Dinosauri, con una breve comparsa verso il termine della serie televisiva durante la puntata intitolata Il Tempo dei Titani.

Il dinosauro però diviene famoso soprattutto per il grande successo avuto dal film Jurassic Park in cui si vedono diversi esemplari che brucano tranquillamente con un gruppo di Parasaruolophus. Questa scena si vede all’inizio del film, nelle prime scene in cui i protagonisti raggiungono il parco preistorico. Il romanzo omonimo vede invece la sostituzione dei Brachiosauri con gli Apatosauri.

Per girare il film cinematografico venne utilizzato una riproduzione digitale che, in seguito, divenne il punto di partenza per quello del Ronto un animale immaginario. Queste creazioni furono eseguite per inserire l’animale in questione nella serie speciale del film fantascientifico Star Wars, e precisamente nel IV episodio intitolato Una nuova speranza.

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